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Pensioni in Lombardia, donne ovunque sotto i mille euro.

Ci sono pensionati e pensionate. Uomini che vivono con un assegno che va dai 1.240 di Sondrio ai 1.703 euro di Milano. E donne che non superano mai quota mille euro in Lombardia. Le più "fortunate" abitano tra Milano e provincia dove la media lorda mensile è di 952 euro, mentre in Valtellina e in Valchiavenna la cifra scende a 653 euro. Poco di più dell’assegno sociale (500 euro circa). Anche tra le pensioni la differenza di genere resiste. Anzi, il trend è in crescita: in alcune province è salito ben oltre il 27% che storicamente separava le pensioni maschili da quelle femminili.

Da Sondrio a Milano

I valori più bassi si registrano in provincia di Sondrio sia per gli uomini sia per le donne. La media degli assegni elargiti dall’Inps - l’Istituto nazionale della previdenza sociale - è di 1.240 euro per gli uomini e 653 euro per le donne, chiamate a far quadrare i conti con la metà della disponibilità economica. I valori più alti (per entrambi) sono in provincia di Milano: 1.703 euro gli uomini, 952 euro le donne. Un divario che scende leggermente rispetto al 50% della Valtellina. Differenze simili a quelle di Sondrio si trovano invece a Brescia, con assegni medi lordi mensili di 1.431 euro per gli uomini e di 740 euro per le donne.

Le altre province

Così come a Cremona e Lecco: nel primo caso il gap è tra 1.447 euro e 777 euro, nel secondo tra 1.609 e 866 euro. Anche nella provincia di Monza e Brianza il divario tra sostegni economici sfiora il 50%: alla media maschile di 1.619 euro si contrappone quelle femminile di 869 euro. La forbice si riduce leggermente nelle altre zone delle Lombardia: a Bergamo gli uomini possono contare su un sostegno mensile di 1.574 euro, le donne di 861 euro; a Lodi si passa dai 1.548 euro agli 838. A Pavia il divario è tra i 1.388 euro e i 770, a Varese scende da 1.495 a 822. Mantova assicura agli uomini 1.344 euro, alle donne 726.

I pensionati poveri

La provincia con più pensionati è Milano: 943.680. Di questi 23.413 sono poveri, costretti a vivere con meno di 500 euro (pensione sociale). Brescia ne ha 355.441 con 8.719 situazioni di povertà, Bergamo 328.635 e 6.030 assegni sociali. A Varese le pensioni sono 278.608: di queste 5.347 sono inferiori ai 500 euro. Un dato simile si registra anche a Monza, sia in termini assolulti sia nel rapporto: in Brianza il numero di pensioni raggiunge quota 271.189, con 5.091 casi di assegno sociale. Poco sotto i 200mila si trovano Como e Pavia.

Ma se nel Lario a fronte di 190.359 pensioni si contano 3.857 situazioni di disagio, nella Bassa su 185.753 se ne contano 4.958. Mantova, Cremona e Lecco completano il quadro delle province sopra ai 100mila: 132.537 pensioni a Mantova con 2.614 poveri, 118.016 con 2.378 assegni sotto i 500 euro a Cremona, 114.442 con 1.527 pensioni sociali a Lecco. Lodi e Sondrio sono le due province con meno pensionati: 67.205 e 1.429 poveri nella Bassa, 58.045 e 1.302 assegni sociali in Valtellina.

Pensioni in Lombardia, donne ovunque sotto i mille euro.

Ci sono pensionati e pensionate. Uomini che vivono con un assegno che va dai 1.240 di Sondrio ai 1.703 euro di Milano. E donne che non superano mai quota mille euro in Lombardia. Le più "fortunate" abitano tra Milano e provincia dove la media lorda mensile è di 952 euro, mentre in Valtellina e in Valchiavenna la cifra scende a 653 euro. Poco di più dell’assegno sociale (500 euro circa). Anche tra le pensioni la differenza di genere resiste. Anzi, il trend è in crescita: in alcune province è salito ben oltre il 27% che storicamente separava le pensioni maschili da quelle femminili.

Da Sondrio a Milano

I valori più bassi si registrano in provincia di Sondrio sia per gli uomini sia per le donne. La media degli assegni elargiti dall’Inps - l’Istituto nazionale della previdenza sociale - è di 1.240 euro per gli uomini e 653 euro per le donne, chiamate a far quadrare i conti con la metà della disponibilità economica. I valori più alti (per entrambi) sono in provincia di Milano: 1.703 euro gli uomini, 952 euro le donne. Un divario che scende leggermente rispetto al 50% della Valtellina. Differenze simili a quelle di Sondrio si trovano invece a Brescia, con assegni medi lordi mensili di 1.431 euro per gli uomini e di 740 euro per le donne.

Le altre province

Così come a Cremona e Lecco: nel primo caso il gap è tra 1.447 euro e 777 euro, nel secondo tra 1.609 e 866 euro. Anche nella provincia di Monza e Brianza il divario tra sostegni economici sfiora il 50%: alla media maschile di 1.619 euro si contrappone quelle femminile di 869 euro. La forbice si riduce leggermente nelle altre zone delle Lombardia: a Bergamo gli uomini possono contare su un sostegno mensile di 1.574 euro, le donne di 861 euro; a Lodi si passa dai 1.548 euro agli 838. A Pavia il divario è tra i 1.388 euro e i 770, a Varese scende da 1.495 a 822. Mantova assicura agli uomini 1.344 euro, alle donne 726.

I pensionati poveri

La provincia con più pensionati è Milano: 943.680. Di questi 23.413 sono poveri, costretti a vivere con meno di 500 euro (pensione sociale). Brescia ne ha 355.441 con 8.719 situazioni di povertà, Bergamo 328.635 e 6.030 assegni sociali. A Varese le pensioni sono 278.608: di queste 5.347 sono inferiori ai 500 euro. Un dato simile si registra anche a Monza, sia in termini assolulti sia nel rapporto: in Brianza il numero di pensioni raggiunge quota 271.189, con 5.091 casi di assegno sociale. Poco sotto i 200mila si trovano Como e Pavia.

Ma se nel Lario a fronte di 190.359 pensioni si contano 3.857 situazioni di disagio, nella Bassa su 185.753 se ne contano 4.958. Mantova, Cremona e Lecco completano il quadro delle province sopra ai 100mila: 132.537 pensioni a Mantova con 2.614 poveri, 118.016 con 2.378 assegni sotto i 500 euro a Cremona, 114.442 con 1.527 pensioni sociali a Lecco. Lodi e Sondrio sono le due province con meno pensionati: 67.205 e 1.429 poveri nella Bassa, 58.045 e 1.302 assegni sociali in Valtellina.