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Covid, multe per i no vax rinviate: cosa succede adesso

Il Parlamento compie un primo passo verso lo stop alle multe per chi ha deciso di non vaccinarsi contro il Covid nonostante rientri nelle categorie per cui immunizzarsi era obbligatorio. Le sanzioni vengono, almeno per ora, slittate. La nuova data "x" per il pagamento è il 30 giugno del 2023.

Sono passati in commissione Giustizia del Senato gli emendamenti della Lega al decreto Rave che prorogano 3 il pagamento delle sanzioni per i “no Vax”. Le proposte di modifica hanno come prime firme quelle del capogruppo della Lega a Palazzo Madama Massimiliano Romeo ed Erika Stefani. Il testo dice che sono sospese fino al 30 giugno del 2023 "le attività e i procedimenti di irrogazione della sanzione" previste dalle norme sull'obbligo della vaccinazione contro il Covid. 

La multa è di 100 euro ed è stata introdotta all'inizio del 2022 dal governo guidato da Mario Draghi. I non in regola con le vaccinazioni sono circa due milioni. Riguarda chi - tra ultracinquantenni e categorie professionali tra cui forze dell'ordine, docenti e personale sanitario - non ha concluso il ciclo di vaccinazione primaria (due dosi) e il richiamo entro il 15 giugno pur avendo l'obbligo. Nei mesi scorsi chi non è in regola ha ricevuto la comunicazione di apertura del procedimento sanzionatorio ma con una finestra di 180 giorni di tempo per giustificarsi. Il termine scadeva a dicembre e quindi avrebbe dovuto mettersi in moto il meccanismo sanzionatorio.

Le regioni con più no vax sono Friuli Venezia Giulia, Calabria e Abruzzo. Mentre Puglia, Lazio, Toscana e Molise hanno le percentuali più alte di persone che si sono vaccinate almeno con due dosi che superano il 90% nella fascia di età tra i 50 e i 59 anni.

L'emendamento della Lega è arrivato in commissione con la benedizione di tutto il Governo. "Voglio semplicemente ricordare che in Europa solamente due Stati avevano introdotto le multe, che sono l'Austria e la Grecia", ha detto poche ore prima del voto in commissione il ministro della Salute Orazio Schillaci ricordando che "in realtà nessuno di queste due Stati che aveva introdotto le multe per chi non si vaccinava poi è andato effettivamente all'incasso. Quindi adesso aspettiamo, vediamo quello che accade, ma allo Stato richiedere le multe potrebbe costare più di quello che poi ne potrebbe derivare".

Di "sanatoria" parla invece Mariastella Gelmini, vicesegretario nazionale e portavoce di Azione. "Alla fine - duce - la sanatoria per i no vax è arrivata: se qualcuno aveva dubbi sullo sconcertante revisionismo sui vaccini da parte di questo esecutivo, oggi si dovrà convincere. In Commissione giustizia al Senato è infatti stato approvato l'emendamento proposto dalla Lega per rinviare l'applicazione della sanzione a chi si è rifiutato di vaccinarsi nonostante obbligato dalla legge. Una vergogna ed un insulto a chi si è responsabilmente vaccinato per tutelare se stesso e gli altri".

A favore dell'obbligo vaccinale si era espressa nei giorni scorsi la Consulta. La Corte Costituzionale, chiamata a esprimersi sulla costituzionalità dell'obbligo da parte di cinque uffici giudiziari, ha ritenuto inammissibili e non fondate le questioni poste.

Covid, multe per i no vax rinviate: cosa succede adesso

Il Parlamento compie un primo passo verso lo stop alle multe per chi ha deciso di non vaccinarsi contro il Covid nonostante rientri nelle categorie per cui immunizzarsi era obbligatorio. Le sanzioni vengono, almeno per ora, slittate. La nuova data "x" per il pagamento è il 30 giugno del 2023.

Sono passati in commissione Giustizia del Senato gli emendamenti della Lega al decreto Rave che prorogano 3 il pagamento delle sanzioni per i “no Vax”. Le proposte di modifica hanno come prime firme quelle del capogruppo della Lega a Palazzo Madama Massimiliano Romeo ed Erika Stefani. Il testo dice che sono sospese fino al 30 giugno del 2023 "le attività e i procedimenti di irrogazione della sanzione" previste dalle norme sull'obbligo della vaccinazione contro il Covid. 

La multa è di 100 euro ed è stata introdotta all'inizio del 2022 dal governo guidato da Mario Draghi. I non in regola con le vaccinazioni sono circa due milioni. Riguarda chi - tra ultracinquantenni e categorie professionali tra cui forze dell'ordine, docenti e personale sanitario - non ha concluso il ciclo di vaccinazione primaria (due dosi) e il richiamo entro il 15 giugno pur avendo l'obbligo. Nei mesi scorsi chi non è in regola ha ricevuto la comunicazione di apertura del procedimento sanzionatorio ma con una finestra di 180 giorni di tempo per giustificarsi. Il termine scadeva a dicembre e quindi avrebbe dovuto mettersi in moto il meccanismo sanzionatorio.

Le regioni con più no vax sono Friuli Venezia Giulia, Calabria e Abruzzo. Mentre Puglia, Lazio, Toscana e Molise hanno le percentuali più alte di persone che si sono vaccinate almeno con due dosi che superano il 90% nella fascia di età tra i 50 e i 59 anni.

L'emendamento della Lega è arrivato in commissione con la benedizione di tutto il Governo. "Voglio semplicemente ricordare che in Europa solamente due Stati avevano introdotto le multe, che sono l'Austria e la Grecia", ha detto poche ore prima del voto in commissione il ministro della Salute Orazio Schillaci ricordando che "in realtà nessuno di queste due Stati che aveva introdotto le multe per chi non si vaccinava poi è andato effettivamente all'incasso. Quindi adesso aspettiamo, vediamo quello che accade, ma allo Stato richiedere le multe potrebbe costare più di quello che poi ne potrebbe derivare".

Di "sanatoria" parla invece Mariastella Gelmini, vicesegretario nazionale e portavoce di Azione. "Alla fine - duce - la sanatoria per i no vax è arrivata: se qualcuno aveva dubbi sullo sconcertante revisionismo sui vaccini da parte di questo esecutivo, oggi si dovrà convincere. In Commissione giustizia al Senato è infatti stato approvato l'emendamento proposto dalla Lega per rinviare l'applicazione della sanzione a chi si è rifiutato di vaccinarsi nonostante obbligato dalla legge. Una vergogna ed un insulto a chi si è responsabilmente vaccinato per tutelare se stesso e gli altri".

A favore dell'obbligo vaccinale si era espressa nei giorni scorsi la Consulta. La Corte Costituzionale, chiamata a esprimersi sulla costituzionalità dell'obbligo da parte di cinque uffici giudiziari, ha ritenuto inammissibili e non fondate le questioni poste.